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Il vaso di vetro

Un giorno un professore di filosofia entrò in classe con un grande vaso di vetro e una cesta piena di pietre delle dimensioni di un'arancia.

"Quante pietre potranno entrare nel vaso?" chiese.

E mentre  lo diceva, incominciò a disporle una alla volta, collocandole sul fondo e riempiendolo fino all'orlo.

Quando posò l'ultima pietra, coloro che avevano ipotizzato che ne potesse contenere 14 mormorarono soddisfatti. Il maestro disse:

"Quattordici ... Siamo sicuri che non ci stia più nulla?"

Tutti gli alunni risposero affermativamente.

"Sbagliato ..." rispose il docente e, tirando fuori un'altra cesta da sotto la cattedra incominciò a riempire il vaso con altre pietruzze.

Le pietruzze si incastrarono tra le altre più grandi occupando i vuoti rimanenti. Gli alunni applaudirono per la geniale trovata.

E quando ebbe riempito il recipiente, chiese una seconda volta:

"Quindi il vaso adesso è davvero pieno?"

"Ora sì" risposero gli alunni soddisfatti.

Ma il professore tirò fuori da sotto la cattedra un altro contenitore. Questo era pieno di fine sabbia bianca.

Con un cucchiaio il docente verso la sabbia nel vaso, occupando tutti i piccoli spazi che erano rimasti tra le pietruzze.

"E ora?" chiese il docente.

"Ora sì, ora è davvero pieno" risposero gli alunni.

Ma il professore tirò fuori da sotto la cattedra una caraffa piena d'acqua. E cominciò a versarla lentamente dentro al vaso. L'acqua venne assorbita dalla sabbia, che piano piano si inumidì completamente senza che nessuna goccia tracimasse fuori dal vaso.

"Adesso sì che possiamo dire che è pieno" affermò il professore. "Ma qual è l'insegnamento che traiamo da questo esperimento?".

La sala si riempì di vari mormorii.

Gli studenti pensarono alla necessità di un ordine, all'importanza di collocare le cose con astuzia e con ingegno, a non fidarsi delle apparenze e a tanti altri significati simbolici.

"Tutto quello che state dicendo è vero" intervenne il creativo docente "ma c'è un insegnamento più importante".

Il professore fece una pausa teatrale e poi aggiunse:

"Bisogna fare prima le cose più importanti, poi occuparsi di tutto ciò che viene dopo; ciascuna cosa ha la sua priorità e il suo momento per essere fatta. Non dobbiamo avere fretta e disporre tutto a caso disordinatamente. Se avessi cominciato a riempire il vaso con la sabbia, le pietre più grandi non sarebbero potute entrare tutte.

Ci sono cose a cui dobbiamo dare la precedenza; ma è altrettanto vero che per riuscire a riconoscerne la priorità, dovremo imparare ad attribuire il giusto valore alle nostre esigenze e dare loro l'importanza corrispondente.

Solo così, potremo renderci conto che, in generale, conviene cominciare sempre dalle cose più grandi, da quello che è più importante, per evitare di trovarci a dire: "Ora è troppo tardi".


Quando parliamo di priorità non dobbiamo però dimenticare due cose.

Innanzi tutto che nessun ordine è definitivo e inalterabile, e che la mia lista di priorità dipende sempre dal momento e dalle circostanze in cui la vita mi pone.

In secondo luogo, cosa forse ancora più importante, che il mio ordine non coincide necessariamente con quello degli altri.

Quante volte esigiamo che il nostro compagno o compagna, faccia "immediatamente" una certa cosa o che si occupi subito di ciò che noi consideriamo prioritario, urgente e imprescindibile?

Quante volte ci lamentiamo senza tenere conto che forse la nostra "pietra", per noi importantissima, per qualcun altro non è che un granellino di sabbia?

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1 Commento

  • ergfirnolikz

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