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Regali di Natale

Tanto tempo fa, durante la grande recessione degli anni trenta, in America, un uomo decise che non c'erano abbastanza soldi per grandi regali natalizi.

Allora comprò un rotolo di carta metallizzata con disegni natalizi, che gli costò molto caro. forse un involucro elegante poteva sostituire un costoso contenuto.

Il fine settimana del 15 dicembre decise di dedicare tutto il sabato ad avvolgere gli oggettini che aveva comprato.

Ma quando aprì la porta del sottoscala si rese conto che il tubo di cartone che conteneva la carta era vuoto, e con rabbia gridò:

"Chi ha usato la carta metallizzata che si trovava nel sottoscala?"

"Chi è stato? E' una carta carissima! Perché l'avete usata?"

Continuò a urlare fino a che la sua bambina, di soli quattro anni, si avvicinò con la testa bassa per confessare:

"Sono stata io, papà"

"Sei stata tu? Senza chiedere il permesso?"

"Si, papà" disse la bimba sull'orlo delle lacrime.

"Quella carta era molto cara, signorina. E non è un giocattolo. Serviva per avvolgere i regali di Natale"

"Si, ma è che ... " volle spiegare la piccola.

"E' che sei solo una maleducata. Tuo madre lavora come un mulo ogni giorno perché in casa non vi manchi nulla, e quando compro qualcosa perché ciascuno abbia il suo regalo, tu ..."

"Si, però papà ..."

"Zitta e ascolta! Avresti dovuto chiedere se potevi usare quella carta!"

"Non potevo farlo, papà, perché ... era una sorpresa".

"Qual era la sorpresa? Che mi sarei trovato senza carta per avvolgere i regali?"

"Ma no, papà ... è che l'ho usata per avvolgere un regalo-sorpresa".

"Ah sì? Un regalo ... tutta quella carta per un solo regalo? E per chi era il regalo, si può sapere?" domandò il padre sempre gridando.

La bambina aveva cominciato a piangere ...

"Era ... per te, papà".

L'uomo ammutolì. Si sentiva un essere mostruoso perché aveva sgridato la figlia che aveva avvolto un regalo per lui, e in tono tra il colpevole e il vergognoso per la sua furiosa reazione, trovò il coraggio di dire:

"Scusa se ho gridato, ma quella carta era molto costosa e non valeva la pena usarla per avvolgere un solo regalo".

"Si, papà ... ma la scatola era molto grande e ... alla fine è venuta così carina ..."

L'uomo, ormai intenerito, cercò di rimediare.

"Va bene, vediamo questa scatola, magari potremo utilizzare un po' della sua carta per avvolgere i regali di tutti gli altri".

La bambina tornò poco dopo dalla sua stanza con l'enorme scatola della sua vecchia casa delle bambole "avvolta" nella carta dorata.

"Buon Natale, papà" disse la bimba porgendogli il pacco.

Pieno di tenerezza, il padre cercò inutilmente di salvare la carta che svolgeva, mentre si rimproverava per non aver permesso alla figlia di parlare.

Tuttavia, esplose nuovamente di rabbia quando aprì la scatola e scoprì che dentro non c'era nulla.

"Non sai che quando si fa un regalo, soprattutto se è stato avvolto con tutta la carta metallizzata, il pacco DEVE contenere qualcosa? Tua mamma non ti ha insegnato che non si regala una scatola VUOTA?"

La piccola abbassò un'altra volta la testa e con le lacrime agli occhi disse:

"La scatola non era vuota, papà ... Io ci ho soffiato dentro 70 baci ... Così, quando sei in viaggio, dato che non puoi portarmi con te, avrai i bacini che ti ho regalato per Natale ..."

Il padre si sentì morire.

Prese sua figlia tra le braccia e le chiese di perdonarlo per non aver chiesto, per non aver compreso e per non aver saputo ascoltare.

Si  racconta che l'uomo abbia posto la cassa e la carta che l'avvolgeva sotto il suo letto. Rimase lì per tanti anni e, ogni volta che si sentiva triste, scoraggiato o amareggiato, raccoglieva dalla cassa uno dei baci che sua figlia gli aveva regalato, ricordandosi dell'affetto con cui la bambina li aveva soffiati lì dentro.


Ecco l'importanza di saper ascoltare, con attenzione.

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