La pancia

Pancia (in giapponese Hara)

Hara è un termine che nella lingua giapponese significa pancia.

E' una parola usata soprattutto nelle arti marziali (sumo, judo, karate, ecc.) dove assume anche un significato più ampio.

In queste discipline la pancia è considerata l’origine della forza fisica e dell’energia vitale.

Essere in contatto con hara aiuta a ritrovare la tranquillità interiore e a sferrare il colpo al momento opportuno. Secondo queste discipline i movimenti corporei sono molto legati all’atteggiamento interiore.

Noi non conosciamo la parola hara ma conosciamo la parola harakiri (letteralmente: tagliare la pancia), che è quella forma di suicidio praticato in Giappone, soprattutto dai samurai, per salvare il proprio onore.

Si riteneva infatti che la pancia fosse il centro vitale del corpo, sede dell’anima, e quindi morire in questo modo aveva il significato simbolico di liberare la propria anima, di preservarla da colpe e disonore.

Pensare e agire con la pancia

 Nella nostra cultura occidentale non si dà molta importanza alla pancia, anzi i modelli impongono, specie per la donna, un ventre piatto ed è quasi istintiva in noi la tendenza a trattenere la pancia e in parte dunque anche il respiro, per mostrare un fisico asciutto, che corrisponde ai canoni estetici occidentali.

Ci sono però dei modi di dire, che tirano in ballo la pancia, come ad esempio:

  • pensare e agire con la pancia
  • prendere la situazione di pancia

che esprimono questo significato: agire in modo viscerale, istintivo, senza pensare con la testa.

Non solo, con "l'agire di pancia" si intende la capacità di prendere decisioni spontanee e profonde, guidate da un istinto arcaico.

Per i giapponesi il punto centrale di Hara si trova più o meno 4 dita sotto l’ombelico.

Esercizio

 Se metti una mano sulla pancia e continui a respirare, sentirai la pancia gonfiarsi nell’inspirazione e sgonfiarsi nell’espirazione.

Se ti risulta difficile farlo, perché non sei abituato o perché ci sono tensioni sull'addome, puoi metterti steso (supino). In questo modo la respirazione di pancia è quasi automatica.

Anche in posizione prona (a pancia in giù) è facile sentire la pancia gonfiarsi e spingere contro la superficie d'appoggio, per poi ritrarsi.

Ma perché è così importante "respirare con la pancia"?

 Innanzitutto rilassa. Il diaframma (membrana che separa i polmoni dai visceri) si rilassa e la respirazione diventa più ampia.

Quando sei agitato o ansioso tendi a respirare con la parte alta del torace. Questo avviene perché il diaframma si irrigidisce. Di conseguenza la respirazione diventa alta, rapida e superficiale.

Può darsi anche che tu stringa i denti (la mandibola e la mascella) e che l'espirazione non sia completa (che tu trattenga leggermente l'aria nei polmoni). Insomma, che tu compia una serie di atteggiamenti scorretti che aumentano la tensione invece che diminuirla e che portano a stanchezza, mal di testa, dolori cervicali, ecc.

Ti permette di tornare in contatto con te stesso, con la tua forza. Non ti lasci più assorbire dagli altri, dalle loro ansie (cosa che costa molta energia) ma rimani saldo in te stesso.

Ti permette di mantenere un’attenzione rilassata e vigile, in modo da intervenire nel modo giusto e al momento giusto

Quando puoi ricorrere a questa respirazione?

  • Nei momenti di ansia, di tensione o semplicemente di stanchezza
  • Noi momenti in cui hai bisogno di raccogliere le forze per poi esprimerti con determinazione (intervenire durante una riunione di lavoro o altro)
  • Nei momenti in cui vuoi difenderti da persone troppo invadenti o non lasciarti trascinare emotivamente da loro
  • Quando sei stanco ma devi portare a termine un lavoro e hai bisogno di rifornirti di energia

Quando "respiri con la pancia" vedi il mondo con più serenità ed equilibrio. Lasci che la realtà si avvicini tranquillamente.

Quando senti il "tuo centro" riesci a prendere posizione e decidere con naturalezza e calma, ma anche in modo energico e deciso, se necessario.

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